Transiti d'arte urbana

 



Il primo tassello di un progetto d’arte urbana che si snoderà nel passaggio pedonale dell’Aeroporto di Cagliari-Elmas, luogo simbolico dei collegamenti tra l’isola e il resto della nazione: l’arazzo in cemento di Paulina Herrera Letelier.




Si trova nel passaggio pedonale mobile, tra il terminal passeggeri dell’Aeroporto di Elmas e la Stazione Ferroviaria, il site specific dell’architetta e designer cilena Paulina Herrera Letelier dal titolo InTransit. Opera scultorea in cemento impastato con materiali di recupero con interventi pittorici e intarsi in vetro che vuole rappresentare un arazzo sardo tessuto a telaio col motivo a “pibiones”, tecnica tradizionale di tessitura sarda ad “acini d’uva” che emergono a formare un disegno. Un arazzo mosso dal vento, da quel maestrale che regna sovrano nell’isola modellando vegetazione e scavando rocce dalla notte dei tempi.





Lunga 12 metri e alta 80 centimetri, l’opera è stata finanziata e realizzata dall’Azienda Frem Group - attiva dal 1984 come produttrice di acciaio presagomato per il settore delle costruzioni - dei fratelli Fadda, tra questi Emilio, illuminato imprenditore, appassionato d’arte contemporanea, che da diversi anni commissiona e finanzia interventi artistici sul territorio sardo, con l’obiettivo di valorizzare spazi urbani ma anche di estendere i limiti della cultura aziendale, producendo vantaggi sia per l’artista che per il committente con ricadute positive sul territorio. Tra gli interventi di quest’ultimo anno il Monumento ai Caduti a Samugheo e un arazzo a Pau che racconta l’ossidiana, sempre con l’affidamento alla Herrera.





InTransit vorrebbe essere l’opera prima di vasto progetto, ipotizzato da Emilio Fadda, che consisterebbe nel ricoprire l’intero passaggio pedonale con una serie di interventi urbani, che verranno realizzati attraverso residenze che si svolgeranno direttamente in azienda, dove è stato ricavato un appartamento apposito. Il progetto unitario per cui mi è stata offerta la direzione artistica, dovrà prendere in considerazione criteri di sostenibilità, possibilmente con l’utilizzo di materiali di recupero, con una particolare attenzione al rapporto tra tradizione e innovazione al di là di ogni rappresentazione folcloristica.


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