I Tramonti di Francesco Accardo


Vetta d’Italia, 2912 metri. Da casa mia è molto semplice arrivarci. Ci sono due strade. La prima passa per via Sonnino, mentre la seconda per via Dante. Io sono passato contromano per via Dante, sono arrivato a Su Siccu e da qui al porto. Ho preso il traghetto per Palermo. Da qui tutto dritto fino a…”  Esordisce Francesco Accardo sul post Facebook del 7 luglio dove annuncia la meta finalmente raggiunta dopo 34 giorni di viaggio da Cagliari fino alla montagna più a Nord della penisola. Stiamo parlando di Tramonti, tour solitario in bicicletta fino alla Valle Aurina, il seguitissimo progetto ideato dall’ingegnere trentenne, nonché Direttore della Galleria Siotto e Vice Presidente della Fondazione omonima che ha organizzato l’evento con il patrocinio del MIBACT, della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari e dell’AICI, e che ha preso avvio il 5 giugno per documentare l’Italia post quarantena con un tour a impatto zero alla riscoperta dei mezzi semplici e sostenibili e del legame che unisce l’uomo al territorio. Con l’obiettivo di creare una rete capillare di collaborazioni come alternativa all’isolamento che abbiamo subito a causa della drammatica pandemia. Pertanto, il progetto, costituito da un percorso di oltre duemila chilometri, attraverso 11 regioni e 40 tappe, non si configura solo come una semplice mappatura di alcuni dei luoghi più affascinanti della penisola, bensì si identifica come il risultato di una sinergia tra professionisti di settore nel campo culturale, naturalistico, antropologico e sociale, aspetto imprescindibile per aprirsi a nuove dinamiche e a scenari inconsueti.




In verità erano anni che volevo intraprendere questo viaggio in solitario in bicicletta dal sud al nord d’Italia. Per me ha un senso nazionalistico, nell’ottica non di chiusura entro le proprie convinzioni, bensì di collegamento tra regioni che sono tra di loro molto diverse, ma che in verità hanno in comune l’essere immerse nella regione mediterranea. E infatti siamo tutti molto simili nel Mare Nostrum. Dall’Africa all’Italia, alla Spagna, ai Balcani, alla Grecia e via discorrendo. Avrei voluto fare questo viaggio per i 150 anni dell’unità d’Italia nel 2011 e ancora negli anni del centenario della Grande Guerra. Per un motivo o per l’altro non l’ho mai affrontato e alla fine - durante la quarantena - mi sono convinto che il periodo giusto fosse proprio questo.” Francesco ha documentato sui social ogni dettaglio del suo tour. Ad ogni tappa ha realizzato un video con l’apporto prezioso di un drone. Ed ecco che Castel del Monte si rivela in tutto il suo splendore, così come il Castello Estense di Ferrara, il Mausoleo di Teodorico a Ravenna o il Palazzo Ducale di Urbino e ancora Assisi, Gubbio, l’Aquila senza trascurare spiagge e tramonti incontrati nel suo lungo percorso. “Avevo un itinerario di massima in testa. Con alcune tappe fondamentali. Alcuni luoghi che volevo assolutamente vedere. Castel del Monte è uno di questi. E mi ha colpito in maniera pazzesca. Una corona di pietra bianca che cambia colore a seconda dell’altezza del sole. Un luogo di una spiritualità unica dove ho passato - da solo - una giornata intera. Ho avuto la fortuna di andarci in un momento in cui ancora era chiuso. Non c’era nessuno. Me lo sono goduto”.





Tramonti non si è limitato a esibire alcune tra le più belle città italiane, ma è stato anche il pretesto per raccontare esperienze personali legate in qualche modo al viaggio; episodi vissuti con le genti del posto o ad esprimere punti di vista talvolta caustici altre poetici. Il tutto combinato con acuta ironia spesso capace di far riflettere. “Ci sono stati diversi episodi simpatici e interessanti. Ma i più forti sono stati sicuramente i vari incontri con le persone. Persone che ho incrociato per 5 minuti o qualcuno con cui ho condiviso diversi km su strada. In particolare mi viene in mente un ciclista di 81 anni che mi ha accompagnato da Spoleto a Foligno, su sua particolare insistenza, convinto che altrimenti avrei sbagliato strada!”

La meta è stata raggiunta ma il viaggio non è ancora finito. Francesco proseguirà con la sua bicicletta fino a Civitavecchia dove si imbarcherà per Cagliari. Dopo di che avrà inizio la fase due, ovvero quella dove raccoglierà le idee per condividerle col pubblico, probabilmente attraverso una qualche pubblicazione e magari con una bella mostra documentaria alla Galleria Siotto. Lo scopriremo presto. Intanto continuiamo a seguirlo.

                                                                                                            

 


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