Pino Melis
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Nella prima antologica dedicata all'eclettico artista non mancano valide testimonianze della sua vasta produzione, dalle illustrazioni per bambini alle eleganti miniature, dalle bozze per gioielli, tessuti e abbigliamento a decorazioni d'arredo sardo, fino ai disegni preparatori per la commissione di vetrate, dove estrema eleganza e cura maniacale del dettaglio non tardano a emergere. Nel ‘25 la linea assume una ulteriore rigorosità nelle illustrazioni a due colori del Grappolo D'oro -libro di testo per le scuole elementari- per diluirsi man mano fino agli anni ’40, dove i contorni si fanno più lievi e meno spigolosi, come nel fantastico repertorio di animali finemente vergato per i Viandanti dell'aria.
Lontana da quel linguaggio da Grand Hotel imperante, Pino Melis rivela una poetica personalissima, che nel decennio successivo sfocia in un'illustrazione di forte impatto luministico, intensificato dagli interventi a biacca sugli inchiostri (come nelle serie Armonie sottomarine e I tesori del mare) e per la ricchezza e preziosità dei broccati (come ne I re Magi e nelle illustrazioni per le fiabe di Cenerentola e La bella addormentata o nelle tavole realizzate in punta di pennino per La lucciola senza lanterna). Allo stesso periodo appartengono i tessuti decorati all'aerografo con l'ausilio di stencil, impreziositi da perline e pailettes, nonché la spilla finemente ricamata su seta e i pendenti dipinti su avorio, tutti con delicati motivi ispirati al mondo della natura. Dai primi figurini di moda del 1916 alle miniature a carattere sacro degli anni ’40, fino ai progetti per le vetrate degli anni ‘60, sempre con estrema attenzione alla realtà sarda quanto a quella internazionale, tutto concorre a delinare il colto patrimonio culturale e l'indiscussa abilità tecnica di Pino Melis. Nonostante l'allestimento non offra abbastanza respiro, in quanto lo spazio messo a disposizione - una sola sala per un centinaio di pezzi in mostra - sia a dir poco improponibile. (roberta vanali - exibart)
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