Igort - Story Teller

Inquadrature cinematografiche, atmosfere noir e suggestioni del Sol Levante per un grande protagonista della graphic novel. In mostra per la prima volta a Cagliari i romanzi a fumetti di Igort…



Spingono, irascibili come pochi, dai cassetti della memoria e si impongono per tornare alla vita, i personaggi di un tempo. Come si comincia una storia? Dalle atmosfere? Dai dialoghi? Dalle situazioni? Dai personaggi? A caso? Nelle dita di una mano il segreto del racconto. In questo modo Igort, all’anagrafe Igor Tuveri (Cagliari, 1958), introduce Story Teller, pubblicazione edita dalla Cocoino Press dove l’artista si racconta attraverso appunti di viaggio, riflessioni, lettere e schizzi e dal quale prende nome la sua prima mostra antologica in terra sarda. Trecento tavole originali tra disegni, chine, acquerelli e tecniche miste riassumono l’esperienza quasi trentennale di uno dei più prestigiosi autori di fumetti italiani nonché protagonista della graphic novel internazionale, raffinata letteratura disegnata, per dirla con Hugo Pratt. E non solo. Igort negli anni Ottanta partecipa al rinnovamento del fumetto col gruppo Valvoline, collabora con Ryuychi Sakamoto e nel 1994 espone alla Biennale di Venezia. Ed ancora il suo campo d’azione spazia dall’editoria alla musica, dal cinema alla radio poiché ci sono tempi di sedimentazione in cui devo lasciare riposare una storia.

Atmosfere noir, personaggi notturni e poetici, tagli cinematografici, ritmo narrativo degno di partiture musicali, tecnica duttile, forte senso cromatico e profonda conoscenza delle avanguardie storiche, queste le cifre espressive dell’eclettico cartoonist - tradotto in sette lingue - che è riuscito ad imporsi tra i grandi maestri manga. Ad Iniziare da Brillo – creato nel 1990 e pubblicato su Linus nel 1995 – personaggio ispirato ai protagonisti dei fumetti anni Trenta con l’obiettivo di ricalcare la visione apocalittica degli eventi bellici spietatamente descritti da Otto Dix e George Grosz, per poi giungere a Yuri - nato per il quadrante di uno swatch, nel 1992, e due anni dopo protagonista di una delle serie pubblicate dalla Kodansha – bambino cosmonauta alla ricerca delle sue radici in bilico tra battaglie spaziali e mondi sconosciuti. È poi la volta di Peppino Lo Cicero, il guappo napoletano in pensione di 5 è il numero perfetto, serie ambientata negli anni Settanta tra ironia e tragedia, dove il racconto è dato per atmosfere dal nero e dall’azzurro. Così come avviene in Sinatra attraverso l’intensa bicromia - in questo frangente applicata in maniera decisamente pittorica - adeguata a rappresentare suggestioni notturne di una New York fatta di bische clandestine, omicidi e gioco d’azzardo. Al contrario di Baobab - ambientato in epoca Meiji che narra le vicende di Hiroshi e dove un tratto semplice ed essenziale diviene pretesto per scrivere attraverso le immagini. Scrivere o disegnare è lo stesso, per come la vedo io, significa creare un ponte tra il mondo dell’invisibile e quello del visibile. La possibilità di portare alla luce idee e segni che sono un bozzolo opaco, e che, se si è onesti, diventano leggibili e trasparenti a tutti.

Dopo Fats Waller, realizzata con Carlos Sampayo, Igort è ora alle prese con l’Alligatore di Massimo Carlotto per una storia inedita ambientata tra Cagliari e Parigi. L’uscita è prevista in Francia il 10 aprile, naturalmente dopo l’anteprima a Cagliari. (Roberta Vanali)

Commenti

  1. Anonimo6:19 PM

    era anche ora che cagliari si rendesse conto dell'esistenza di un figlio illustre di questo livello..



    (ps: c'é un piccolissimo refuso nell'articolo, hai scritto fast waller anziché fats)

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  2. Anonimo3:48 PM

    Caro Blogger,
    non trovando una mail alla quale risponderti,
    e volendo proporti un servizio che
    probabilmente Ti interesserà,
    Ti chiedo di contattarmi a info@vascoblog.com.
    Ciao

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